Programma Terapeutico

Il tossicodipendente ha un problema in più: LA DROGA.

ACCOGLIENZA:
Durante la fase di accoglienza, l’utente viene ospitato in un Centro di Prima Accoglienza, appositamente strutturato per per offrire il tipo di sostegno psichico e farmacologico necessario ad affrontare e superare la difficile condizione di astinente da sostanza. Questo viene fatto tramite la somministrazione del metadone con la collaborazione del ser.D. di Crotone.
L’accoglienza è uno dei momenti più importanti per chi si avvicina al programma: l’utente deve sentirsi realmente accolto, nel senso che, deve sentire le persone vicine al suo problema. Una cosa importante ed essenziale per l’accoglienza del giovane, è la valutazione delle reali motivazioni che egli ha. Infatti, talvolta ne è completamente privo, dunque la reale decisione di cambiare vita non è propriamente dell’individuo stesso, bensì viene quasi imposta dalle famiglie, o ancora si tenta di prendere questa scelta di vita per tentare di evitare la giustizia e per sfuggire agli infiniti pericoli dell’ambiente che lo circonda.
L’utente, può essere accolto, pur non essendo completamente motivato, con il fondamentale obiettivo di far emergere la reale richiesta d’aiuto.

ORIENTAMENTO:
A seguito dei colloqui, si inserisce l’utente al lavoro di gruppo.
Il primo si chiama Gruppo Orientamento, nel quale egli troverà un inserimento tra le persone che hanno lo stesso problema e che cercano una possibilità per uscirne.
Il Gruppo è aperto a qualsiasi problema, che questi voglia portare in discussione, ma il lavoro è basato soprattutto sul confronto, sui meccanismi di ognuno, che mettono in luce le reali problematiche della persona. In questa fase l’utente deve prendere coscienza di non esser solo e che può ricevere aiuto solo se è onesto con sé e con gli altri.

INTERMEDIO :
Nel gruppo intermedio l’utente prende visione del suo modoHighslide JS di essere e di rapportarsi con gli altri. E’ importante per lui scoprire qual è l’immagine di se stesso sulla quale lavorare per abbandonarla.
Sarà difficile abbattere il muro di orgoglio che si è creato a difesa della sua immagine per chiedere un aiuto reale e concreto.
Avrà intanto scoperto che è sufficiente avere assolto ai piccoli impegni per sentirsi soddisfatto e per trovare la forza ed il coraggio per andare avanti, sempre avanti.
Terminata la fase dell’intermedio, l’utente affronterà le fasi di precomunità e di comunità terapeutica, sfruttando le varie strutture di cui il C.A.S.T. dispone.


PRE-COMUNITA':
Highslide JS

Nel gruppo Pre-Comunità l’utente verificherà quale è il suo grado di maturazione e di disponibilità per accettare un’istituzione chiusa, la Comunità Terapeutica.
Avrà imparato a riconoscere i suoi sentimenti, ad accettarli anche quando gli procurano malessere. Avrà imparato che occorre un equilibrio tra l’istinto che accompagna i suoi sentimenti di pancia e la ragione che li controlla, la testa.
Alla luce di questo equilibrio, al quale giungerà gradualmente, ambirà alla Comunità, cosciente che i sacrifici e le rinunce che gli saranno richieste per lui avranno il sapore della conquista: la conquista ed il cambiamento di se stesso.
Al di là delle linee di principio sopra esposte, occorrerà tenere conto che ogni individuo rappresenta un piccolo universo diverso da qualsiasi altro. Non sarà la persona più o meno giusta per il programma, bensì il programma più o meno giusto per la persona.
I tempi di attuazione perciò saranno ben divisi per ognuno ed anche il metodo di quest’ ultima.
Gli Educatori e gli Operatori lavoreranno sempre nella ricerca della verità per ottenere un cambiamento, anche se difficoltoso. In Accoglienza non si usa la Terapia direttiva, la si può usare, talvolta, per la sfera comportamentale.

COMUNITA' TERAPEUTICA ED EDUCATIVA:
La comunità Terapeutica è un’unità micro-sociale, chiusa ai pericoliHighslide JS
della droga. Questa propone agli utenti le stesse difficoltà e problemi che nella società non hanno voluto affrontare, offrendo gli strumenti e l’aiuto adatto. Ben presto la persona comprende che il suo problema non è la droga in se stessa e che questa è stata usata per sfuggire dalla realtà. Per questo il lavoro svolto viene definito Terapia della Realtà. Tramite i Gruppi di confronto l’individuo viene portato alla piena accettazione di sé, quindi può vedere quali sono i suoi elementi positivi da elaborare, quelli negativi da cambiare, oppure può analizzare problemi di tipo psicologico che condizionano i suoi comportamenti. Il successo del lavoro è dato dal fatto che dopo aver vissuto parecchi anni in determinati ambienti, assume un certo comportamento e perde ogni tipo di valore umano; un tossicomane può essere definito: egoista , pigro, disonesto, irresponsabile, mancante di rispetto Highslide JSverso sé, gli altri, le cose, è distruttivo verso se stesso e gli altri, è immaturo, un manipolatore, un violento, si vittimizza per giustificare se stesso, non accetta le proprie emozioni, evita ogni difficoltà, usa e strumentalizza tutto e tutti. Perciò la Comunità offre una preparazione alla vita. Man mano che l’individuo cresce, acquisisce una preparazione umana con dei valori base; tra i quali l’onestà, il rispetto, la responsabilità. Cosi si rende conto che per vivere deve lottare, che un uomo cerca indipendenza e autonomia pur vivendo con la gente.




ITER TERAPEUTICO DELLA COMUNITA’:

L’iter Terapeutico della Comunità risponde ai criteri del programma volto al recupero della tossicodipendenza, sulla base di una specifica metodica. La Comunità ospita utenti senza discriminazioni di sesso ed è specializzata in terapia di coppia, anche con figli.
     • GRUPPI DINAMICI
Di seguito, l’intervento è finalizzato alla definizione e puntualizzazione della motivazione: alla decodificazione dell’immagine e alla messa in luce dei meccanismi di difesa e ad una prima conoscenza di sé. A tal fine utilizziamo i Gruppi Dinamici, centrati sul presente emotivo e volti ad un primo riconoscimento del sentimento vissuto. Tali gruppi, che mirano a creare dei rapporti chiari e solidi tra gli utenti, accompagnano la perona per tutto l’iter terapeutico.
     • GRUPPI CONFRONTO E DI AUTO-AIUTO
Il più originale ed efficace mezzo terapeutico basato sulla valutazione della propria capacità di essere onesti è il confronto. Esso si attua in ogni momento della convivenza ed anche nei gruppi di incontro condotti dagli Operatori per tutta la durata del programma; mentre i gruppi di auto-aiuto sono condotti dallo psicologo settimanale per tutto il percorso terapeutico.      • INTERVENTI SPECIALI
Contestualmente a questi Gruppi sono previsti interventi speciali, resi necessari dalla natura del conflitto emerso e rivolti al suo superamento. Le tecniche adottate traggono spunto da diversi tra i numerosi indirizzi psicoterapeutici e sono sorrette da un’abbondante esperienza sul campo.
     • GRUPPI STATICI
Rabbia: la persona elabora e tira fuori il vissuto represso nella sua vita e verbalizza tutto ciò che non è mai riuscito ad esprimere. Sensi di colpe: la persona arriva ad essere consapevole delle proprie responsabilità. Tutto questo avviene dopo una lunga , delicata,complessa ed attenta valutazione della persona, fatta da tutto lo staff degli operatori.
     • GRUPPI FAMIGLIA
L’utente, inoltre, affronta alcuni gruppi statici di fondamentale importanza per la verifica della maturazione raggiunta ed il proseguimento del suo cammino, che diventa sempre più irto di difficoltà. A questo punto il programma terapeutico è concentrato sul rapporto con la famiglia e sulla necessità di modificarne i rapp0rti comunicativi. Pertanto si svolgono alcuni Gruppi famiglia su base emotiva e d’intervento di “role playng”, nonché un metodo basato sulla simulazione di una situazione, di un evento, sulla messa in scena. Proprio per il coinvolgimento dei partecipanti chiamati a immedesimarsi, a vestire i panni di altri, a ipotizzare soluzioni. Si tratta inoltre di, Gruppi misti-genitori con l’intento di far vincere alle famiglie il senso di isolamento che si è costruito per la vergogna di avere un familiare tossicodipendente o alcolista. Offrire al familiare, nella stessa ottica del confronto di gruppo, la possibilità di affrontare una terapia familiare attuata con Gruppo Auto-Aiuto. Il tutto si conclude con un’ulteriore ed importante passo per l’utente, denominato “Incontro Speciale”. Il quale rappresenta una pietra militare anche per i genitori dello stesso. Il coinvolgimento della famiglia nel processo di crescita della persona è ritenuto un elemento di grande importanza che il ragazzo apprezza come prova di collaborazione e solidarietà.
     • COLLOQUI INDIVIDUALI CON LO PSICOLOGO
Ad integrare il lavoro fatto dalla persona, in comunità ci sono dei colloqui con lo Psicologo che duranoper tutto il periodo del programma residenziale ed anche nelle varie fasi del reinserimento sociale.
     •AUTOVALUTAZIONE
L’ultimo gruppo che completa e suggella l’iter terapeutico è il Gruppo Auto Valutazione, nel quale ha luogo una visione dell’insieme del lavoro svolto dall’utente. La Comunità Terapeutica è stata vissuta ogni giorno come una tappa del cammino di liberazione da tutte le dipendenze e da tutti i disagi interiori, arrivando pertanto al momento de verificare quanto ha conquistato fin ora e come portarlo con sé nella fase successiva che è il Reinserimento.
     •ATTIVITA’ TERAPEUTICA
Psicoterapia di gruppo ed individuale - Recupero anni scolastici - Recupero esami universitari – Ergoterapia - Musicoterapia - Comunità mista specializzata in terapia di coppi e con figli.
     •ATTIVITA’ PRATICA
Manutenzione del verde esterno – Coltivazione dell’orto per utilizzo interno – Allevamento di animali domestici – Laboratorio di falegnameria, di restauro mobili e opere d’arte.
     •REINSERIMENTO
Verifica di quanto appreso in Comunità: IL RIENTRO.
Highslide JS Dopo l’accoglienza e la Comunità terapeutica il Rientro è la tappa finale del programma. Nella Comunità la vita si svolge in un ambiente protetto, chiuso, organizzato, dove l’attività è soprattutto interiore; nella fase del Rientro l’utente si trasferisce in una nuova residenza, organizza diversamente la sua giornata, pur mantenendo un rapporto con la Comunità. Egli deve assumere delle responsabilità individuali maggiori. Il passaggio deve essere fatto gradualmente e rappresenta un momento delicato, poiché difficile è l’impatto con la realtà di tutti i giorni, con le responsabilità concrete e della vita quotidiana. I momenti in cui il Rientro si articola, sono tre e in questa fase la persona compie con gradualità la sua normalizzazione attraverso una socializzazione positiva ed equilibrata.
Essa si divide in fase A, B e C.
Nella prima, valgono ancora molte regole e molta disciplina; il tutto è supportato da incontri con gli Educatori e gli Operatori. La fase B, è un ulteriore e concreto avvicinamento alla realtà e all’indirizzo che l’utente vuole dare alla propria vita in termini di lavoro e di rapporti umani; deve valutare con realismo cosa chiede e cosa ha da offrire, deve consolidare la fiducia in se stesso e negli altri e uscire definitivamente da una situazione terapeutica. Anche in questa fase il contatto con gli Educatori e gli Operatori è costante.
Nella terza e ultima fase, deve assicurarsi un alloggio ed un lavoro al di fuori del programma, deve essere autonomo materialmente come lo è ormai moralmente. Concluso questo cammino la persona, con molta commozione, attende la sua graduazione chelo porterà ad affrontare il futuro dotato di quegli strumenti che ora possiede.